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Distrofia muscolare di Duchenne
La distrofia muscolare di Duchenne (DMD) è una malattia muscolare rara, di origine genetica, caratterizzata da atrofia e debolezza muscolare a progressione rapida, causate dalla degenerazione dei muscoli scheletrici, della muscolatura liscia e del muscolo cardiaco.
ORPHA:98896
La DMD colpisce prevalentemente i maschi, con una prevalenza alla nascita nei maschi stimata in 1/3.500-9.300.
La malattia esordisce nella prima infanzia. I maschi presentano ritardo nella deambulazione (dopo i 18 mesi) associato al ritardo del linguaggio e/o dello sviluppo globale. Sono relativamente comuni l'autismo e i problemi comportamentali, come l'ADHD (deficit di attenzione/iperattività), l'ansia e il disturbo ossessivo compulsivo. I bambini non trattati raramente sviluppano la capacità di correre o saltare. La progressione della malattia è rapida. I pazienti sviluppano un'andatura a base allargata con segno di Gowers positivo; hanno difficoltà a salire le scale e cadono spesso. Tra i 6 e i 13 anni, subentra la perdita della deambulazione indipendente, a un'età media di 9,5 anni nei pazienti non trattati con gli steroidi. Dopo la perdita della deambulazione si manifestano rapidamente le contratture articolari e la scoliosi. I pazienti non trattati muoiono nella tarda adolescenza o all'inizio della seconda decade a causa dell'insufficienza respiratoria o della cardiomiopatia.
Il danno muscolare è dovuto all'assenza completa della distrofina, una proteina del sarcolemma, causata dalle mutazioni del gene DMD (Xp21.2).
La diagnosi viene sospettata in base al quadro clinico, all'anamnesi familiare e agli esami di laboratorio (i livelli di creatin-chinasi [CK] nel siero sono 100-200 volte superiori alla norma). I test genetici, che vengono considerati il gold standard per la diagnosi, comprendono l'amplificazione MLPA per individuare le delezioni e le duplicazioni esoniche e il sequenziamento dell'intero gene per la ricerca delle piccole delezioni e duplicazioni e delle mutazioni nonsenso o puntiformi. Stante il valore delle informazioni ottenute con le analisi genetiche, attualmente la biopsia muscolare è consigliata solo se i risultati dei test genetici non sono conclusivi. Pertanto, i test genetici sono fondamentali per una diagnosi accurata della malattia e consentono di implementare trattamenti personalizzati.
La diagnosi differenziale si pone con la distrofia muscolare di Becker grave e con la distrofia muscolare dei cingoli.
La diagnosi prenatale è possibile nelle famiglie con una diagnosi confermata mediante analisi molecolari.
La trasmissione è recessiva legata all'X. La consulenza genetica è molto importante, dato che esiste potenzialmente un rischio di ricorrenza del 50% per i fratelli maschi di un probando. Le sorelle hanno una probabilità del 50% di essere portatrici e di solito sono asintomatiche, ma una piccola percentuale sviluppa forme lievi della malattia (forma sintomatica della distrofia muscolare di Duchenne e Becker nelle femmine portatrici).
I protocolli terapeutici internazionali prevedono un approccio multidisciplinare. La fisioterapia comprende lo stretching passivo e l'uso di ortesi caviglia-piede nelle ore notturne per ridurre le contratture del tendine di Achille. Il trattamento con i corticosteroidi (prednisolone, prednisone o deflazacort) rappresenta il gold standard. I corticosteroidi devono essere introdotti tempestivamente, o quando lo sviluppo motorio del bambino inizia a rallentare, di solito verso i 4-5 anni. È necessario trattare le complicanze della terapia a base di corticosteroidi, con il controllo del peso, la somministrazione di gastroprotettori, il monitoraggio e il trattamento dell'osteoporosi e la valutazione oculistica per l'eventuale cataratta e il glaucoma. Ataluren è l'unico farmaco in grado di modificare la malattia autorizzato in Europa per l'uso nei pazienti di età pari o superiore ai 5 anni nei quali la DMD è causata da mutazioni nonsenso. La presa in carico cardiologica prevede il monitoraggio regolare (con ecografia e/o RMN) e la profilassi con gli ACE-inibitori e/o i beta-inibitori per preservare la funzione cardiaca. È inoltre necessario il monitoraggio della funzione respiratoria, la valutazione dell'ipoventilazione durante il sonno e l'introduzione tempestiva della ventilazione con BPAP (pressione positiva delle vie aeree a due livelli). Nei pazienti più grandi, si raccomanda di aumentare la tosse e di effettuare le vaccinazioni contro lo pneumococco e l'influenza. La chirurgia può essere utile per correggere la scoliosi.
La prognosi della DMD è sfavorevole e l'aspettativa di vita è significativamente ridotta (il decesso avviene tra la terza e la quinta decade), ma sta migliorando grazie ai progressi nella presa in carico e nel trattamento.
Ultimo aggiornamento: giugno 2020 - Revisore(i) esperto(i): Pr Rosaline QUINLIVAN
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