Il portale delle malattie rare e dei farmaci orfani
COVID-19 e Malattie Rare
Risorse sulle malattie rare per i rifugiati/sfollati
Cerca una malattia rara
Leucemia mastocitaria
La leucemia mastocitaria (MCL) è una mastocitosi sistemica (MS) maligna molto rara, caratterizzata da una massiccia infiltrazione del midollo osseo e, spesso, del sangue da parte di mastociti (MC) anomali, che spesso si manifesta con la disfunzione di diversi organi (fegato, milza, peritoneo, ossa e midollo osseo).
ORPHA:98851
Si tratta di una malattia molto rara, che rappresenta meno dell'1% di tutti i casi di MS.
La MCL è una malattia ematologica che può esordire a ogni età ed è caratterizzata da un massiccio infiltrato del midollo osseo da parte di mastociti anomali (almeno il 20% di MC negli strisci midollari). Nei pazienti affetti dalla variante classica della MCL, si riscontrano anche MC circolanti. Tuttavia, in un numero significativo di pazienti con MCL, la diffusione leucemica nel sangue periferico è meno marcata, o persino assente. Quando i MC rappresentano meno del 10% di tutti i leucociti nel circolo ematico, la malattia viene definita MCL aleucemica. Nella maggior parte dei pazienti non si osservano lesioni cutanee. La maggior parte dei pazienti con MCL presenta i segni clinici del danno d'organo, detti reperti C, che permettono di definire la malattia come MCL acuta (aMCL). I pazienti affetti da quest'ultima hanno una prognosi molto sfavorevole, con una sopravvivenza media inferiore ai sei mesi, a causa dell'insufficienza di diversi organi secondaria all'infiltrazione massiccia di MC e/o allo shock anafilattico. Il quadro clinico è caratterizzato dalla disfunzione d'organo correlata all'infiltrazione dei mastociti (reperti C) e all'intenso rilascio di mediatori, che causano sincope, vampate ricorrenti, diarrea, dolore e organomegalia. I reperti C comprendono la disfunzione del midollo osseo (BM), l'epatomegalia palpabile con compromissione della funzione epatica, l'ascite e/o l'ipertensione portale, il coinvolgimento scheletrico con ampie lesioni osteolitiche e/o fratture patologiche, la splenomegalia palpabile con ipersplenismo e il malassorbimento con ascite. Tuttavia, una sottovariante della MCL, denominata MCL cronica (cMCL), è caratterizzata dalla presenza del 20% almeno di MC negli strisci midollari e dall'assenza di reperti C. I MC negli strisci midollari dei pazienti con cMCL sono più maturi rispetto a quelli osservati negli strisci midollari dei pazienti con aMCL. I pazienti con cMCL presentano una sopravvivenza media più lunga rispetto a quelli con MCL acuta. Tuttavia, nei pazienti con MCL cronica con uno o più reperti C, la diagnosi cambia da MCL cronica ad acuta.
Nei pochi casi studiati, nei mastociti maligni sono state individuate mutazioni attivanti nel gene KIT (D816V, D816Y, G820V), che mappa sul cromosoma 4q12. Sono state inoltre individuate diverse anomalie cromosomiche.
La diagnosi si basa sull'analisi istologica e citologica dei campioni di midollo osseo. L'analisi citologica mostra una percentuale di mastociti midollari superiore al 20%. Nella maggior parte dei pazienti con leucemia mastocitaria, i mastociti midollari hanno un aspetto atipico, sono immaturi con nucleo bi- o multilobato oppure, talvolta, hanno un aspetto morfologico simile a quello dei blasti. Nella maggior parte dei casi, nel sangue sono presenti mastociti anomali, in una percentuale superiore al 10% dei globuli bianchi circolanti. Ulteriori test includono la misurazione della triptasi nel siero (maggiore di 20 ng/ml, con valori talvolta superiori a 1.000 ng/ml), la ricerca delle mutazioni di KIT e la fenotipizzazione dei mastociti midollari.
La diagnosi differenziale si pone con tutte le altre leucemie acute e con i rari casi di leucemia basofila.
La presa in carico prevede la chemioterapia, con o senza interferone alfa o cladribina. Nei pazienti con MCL a progressione rapida e in quelli resistenti a 2CdA o alla midostaurina, di solito è indicata la polichemioterapia (protocolli altrimenti utilizzati per la leucemia mieloide acuta ad alto rischio). Nei pazienti giovani e in buona forma che dispongono di un donatore idoneo, è possibile considerare il trapianto di cellule staminali (SCT) dopo una prima riduzione chirurgica. Gli esiti del SCT allogenico sono migliori nei pazienti preparati con terapia ablativa rispetto ai trattamenti meno intensivi (non mieloablativi). Nei pazienti con splenomegalia associata a ipersplenismo è indicata la splenectomia. L'idrossiurea è utilizzata a scopo palliativo.
La prognosi della MCL acuta è molto sfavorevole, con una sopravvivenza di qualche mese. Il decorso clinico della MCL cronica non è prevedibile; in alcuni pazienti la malattia ha un decorso silente che dura mesi o anni; in altri la malattia progredisce rapidamente verso la MCL acuta. Nella maggior parte dei casi documentati, si osserva una progressione verso la MCL acuta.
Ultimo aggiornamento: maggio 2020 - Revisore(i) esperto(i): Pr Michel AROCK
: Prodotto/approvato da una ERN
: Prodotto/approvato da una FSMR
Linee guida
Articoli di revisione sulla malattia
Ulteriori informazioni su questa malattia
Risorse centrate sul paziente per questa malattia
Attività di ricerca su questa malattia
Screening neonatale