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Mastocitosi sistemica indolente
La mastocitosi sistemica indolente (ISM) è una forma cronica rara, di solito benigna, di mastocitosi sistemica (SM), caratterizzata da un accumulo anomalo di mastociti (MC) neoplastici soprattutto nel midollo osseo, ma anche in altri organi e tessuti (in particolare la cute).
ORPHA:98848
La ISM rappresenta il 90% dei casi di SM, con una prevalenza in Europa stimata in 1/7.700 - 1/10.400.
La ISM esordisce nell'età adulta, di solito con lesioni cutanee (ISM+) sotto forma di orticaria pigmentosa (UP); solo pochi pazienti non presentano lesioni cutanee (ISM-). Spesso i pazienti presentano sintomi correlati ai mediatori dei mastociti, che comprendono il prurito, l'arrossamento, la sincope, la cefalea e i disturbi gastrointestinali (vomito, diarrea, dolore addominale). La mastocitosi isolata del midollo osseo (BMM) è una sottocategoria provvisoria della ISM, caratterizzata dall'assenza delle lesioni cutanee della ISM e da livelli basali di triptasi normali o leggermente aumentati. Nella maggior parte dei pazienti affetti da BMM, è bassa la carica allelica di KIT D816V nel sangue periferico. Di solito lo striscio midollare evidenzia gruppi e aggregati di mastociti di piccole dimensioni. Nella ISM e nella BMM, i pazienti presentano un rischio elevato di reazioni anafilattiche gravi a diverse sostanze esogene (trigger/allergeni), come le punture d'insetto. La malattia può associarsi a osteoporosi grave o persino a fratture spontanee.
L'eziologia della ISM non è nota, ma nei mastociti di quasi tutti i pazienti affetti da ISM è stata individuata una mutazione attivante di KIT, di solito KIT D816V. Si ritiene che questa mutazione sia responsabile dell'accumulo anomalo di MC negli organi/tessuti. In alcuni pazienti, la mutazione è presente soprattutto nei mastociti neoplastici; in altri la mutazione è presente in altre cellule mature del midollo osseo e del sangue periferico, come i basofili, gli eosinofili, i neutrofili e i linfociti B e T. Anche i precursori delle cellule eritroidi e mieloidi e i progenitori CD34+ possono presentare la mutazione KIT D816V, suggerendo il coinvolgimento di una cellula staminale pluripotente.
La diagnosi di SM si basa sui criteri di consenso dell'OMS; in seguito, la malattia viene classificata in base alla presenza di reperti B e C. Nella ISM e nella BMM non sono presenti né reperti B, né reperti C.
La diagnosi differenziale si pone con le altre forme di SM e con le altre sindromi da attivazione dei mastociti (MCAS), ossia la MCAS primitiva (clonale, che non risponde ai criteri diagnostici della SM); la MCAS secondaria associata ad un'allergia correlata alle IgE o ad un altro processo infiammatorio reattivo; la MCAS idiopatica in cui non sono presenti mastociti clonali, né un'allergia correlata alle IgE, né altre condizioni/malattie preesistenti. È anche necessario escludere le altre forme di mastocitosi (mastocitosi cutanea pura, sarcoma mastocitico), eventuali malattie endocrine (tumori surrenali, VIPoma, gastrinoma) e alcune malattie gastrointestinali. Nella ISM- la diagnosi differenziale si pone con la BMM. È inoltre necessario escludere nella diagnosi differenziale la malattia di Waldenström.
Il trattamento della SM indolente e della BMM è sintomatico. L'obiettivo primario è alleviare i sintomi dell'attivazione dei mastociti, come il prurito, l'arrossamento e i crampi gastrointestinali. Gli antistaminici H1 (anti-H1) vengono utilizzati per trattare il prurito e i sintomi cutanei. Per i sintomi gastrointestinali, sono efficaci gli anti-H2, che possono essere somministrati in combinazione con gli anti-H1, il cromoglicato bisodico o gli inibitori dei leucotrieni. I corticosteroidi possono essere utilizzati per trattare i sintomi refrattari agli antistaminici. L'epinefrina è indicata per l'ipotensione, che può essere spontanea o causata da una puntura d'insetto. I pazienti devono essere educati all'autosomministrazione dell'epinefrina iniettabile. Alcuni pazienti affetti da mastocitosi sono allergici al veleno delle api o delle vespe. Questi pazienti necessitano di un'immunoterapia specifica di protezione per tutta la vita. Nei pazienti con SM e osteoporosi, si raccomanda l'uso dei bifosfonati, associati a un'adeguata integrazione di calcio e vitamina D.
L'evoluzione della ISM e della BMM è lenta e benigna. In genere la prognosi è favorevole e l'aspettativa di vita è sovrapponibile a quella della popolazione generale. Tuttavia, alcuni pazienti possono progredire verso la SSM, la SM-AHN, la ASM o persino la MCL; l'interessamento multilineare di KIT D816V rappresenta probabilmente il criterio prognostico più rilevante per la progressione della ISM verso i sottotipi più avanzati della SM.
Ultimo aggiornamento: ottobre 2019 - Revisore(i) esperto(i): Pr Michel AROCK
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