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Epidermolisi bollosa distrofica generalizzata autosomica recessiva, forma intermedia
L'epidermolisi bollosa distrofica recessiva (RDEB)-generalizzata di altro tipo, nota anche come RDEB tipo non-Hallopeau-Siemens, è un sottotipo di DEB caratterizzato dalla formazione generalizzata di vescicole su cute e mucose, non associata a gravi malformazioni.
ORPHA:89842
Livello di Classificazione: Malattia
- Epidermolisi bollosa distrofica generalizzata mite autosomica recessiva
- Epidermolisi bollosa distrofica recessiva, tipo non-Hallopeau-Siemens
- RDEB, tipo non-Hallopeau-Siemens
- RDEB generalizzata, forma intermedia
Prevalenza: Sconosciuto
Trasmissione: Autosomica recessiva
Età di esordio: Neonatal
La prevalenza esatta non è nota, ma questo sottotipo rappresenta la seconda RDEB più comune, dopo la RDEB generalizzata grave (RDEB-sev gen). La prevalenza di tutti i sottotipi di RDEB, con l'esclusione della RDEB-sev gen, è stimata in 1/2.040.816 negli Stati Uniti.
All'interno del termine RDEB-altro tipo è compreso uno spettro di fenotipi, con coinvolgimento di cute e mucose di gravità estremamente variabile. La malattia esordisce alla nascita o durante il periodo neonatale con la formazione generalizzata di vescicole. L'aplasia cutanea congenita (assenza congenita della cute) può essere presente anche alla nascita. La guarigione delle vescicole comporta lo sviluppo di milia, cicatrici atrofiche (meno gravi che nella RDEB-sev gen), unghie distrofiche e, di rado, lesioni albopapuloidi (papule simili a cicatrici color bianco-avorio) e anomalie del cuoio capelluto. In alcuni pazienti, i fenomeni cicatriziali possono provocare pseudo-sindattilia e perdita dei corpi ungueali. Il coinvolgimento extracutaneo è simile a quello della RDEB-sev gen, anche se meno grave, senza deformità di mani/piedi. Sono comuni le lesioni del cavo orale e le carie dentali. I pazienti hanno un rischio minore di sviluppare le stenosi esofagee e le lesioni corneali rispetto a quelli affetti da RDEB-sev gen. Sono rari il ritardo della crescita e l'anemia. È raro il coinvolgimento delle vie urogenitali. I pazienti hanno un rischio elevato di sviluppare i carcinomi a cellule squamose (35,8% all'età di 50 anni, secondo il registro nazionale sull'EB degli Stati Uniti).
La malattia è causata dalle mutazioni del gene del collagene di tipo VII (COL7A1), che provocano un'alterazione della funzione o una riduzione della quantità di collagene VII, compromettendo l'assemblaggio del collagene VII nelle fibrille che ancorano la membrana basale al derma sottostante. Questo, a sua volta, riduce la resistenza ai piccoli traumi della cute.
La diagnosi si sospetta in base all'esame clinico ed è confermata dalla mappatura con immunofluorescneza degli antigeni e/o dalla microscopia elettronica a trasmissione sui campioni di cute, che mostrano un piano di clivaggio situato al di sotto della lamina densa della zona della membrana basale cutanea. Le analisi genetiche confermano la diagnosi.
La diagnosi differenziale si pone con le altre forme di EB. Nel periodo neonatale, possono essere presi in considerazione anche l'aplasia cutanea congenita, l'infezione da herpes simplex, la dermatosi vescicolare ed erosiva congenita, l'ittiosi epidermolitica, la dermatosi bollosa a IgA lineari, il pemfigoide bolloso, il pemfigo neonatale, il pemfigoide gravidico, l'impetigine bollosa e la sindrome della cute ustionata da stafilococco.
Nelle gravidanze a rischio, è possibile la diagnosi prenatale con l'analisi del DNA.
La trasmissione è autosomica recessiva.
La presa in carico è preventiva: l'imbottitura protettiva della cute riduce la formazione di vescicole e l'accurata gestione delle ferite previene l'infezione secondaria e riduce la cicatrizzazione. Per la presa in carico delle carie, è importante l'igiene orale. Le misure nutrizionali dovrebbero essere valutate da un dietista. Le stenosi esofagee sono trattate mediante la dilatazione con un palloncino sotto la guida fluoroscopica. È necessario un regolare follow-up per sorvegliare il SCC. Il trattamento del SCC è chirurgico e consiste nell'escissione a tutto spessore con ampi margini.
Nella maggior parte dei casi, l'aspettativa di vita è normale. Tuttavia, vi è un aumento del rischio di sviluppare carcinomi a cellule squamose metastatizzanti, con un rischio cumulativo di mortalità del 21,5% a 55 anni, secondo il registro nazionale sull'EB degli Stati Uniti.
Ultimo aggiornamento: marzo 2013 - Revisore(i) esperto(i): Pr Giovanna ZAMBRUNO
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