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Deficit di succinil-CoA:3-oxoacido CoA transferasi

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Definizione della malattia

Il deficit di succinil-CoA:3-chetoacido CoA transferasi (SCOTD) è una malattia genetica rara legata all'uso dei corpi chetonici, caratterizzata da episodi intermittenti, gravi e potenzialmente letali, di chetoacidosi.

ORPHA:832

Livello di Classificazione: Malattia

Sinonimo/i:
  • Deficit di OXCT1
  • Deficit di SCOT
  • Deficit di succinil-CoA acetoacetato transferasi
  • Deficit di succinil-CoA:3-chetoacido CoA transferasi

Prevalenza: <1 / 1 000 000

Trasmissione: Autosomica recessiva

Età di esordio: Infanzia, Neonatal

ICD-10: E71.3

ICD-11: 5C52.02

OMIM: 245050

UMLS: C0342792

MeSH: C537527

GARD: 4774

Riassunto
Epidemiologia

Sono stati descritti oltre 30 casi.

Descrizione clinica

Nella metà dei pazienti, la malattia esordisce nel periodo neonatale, con un primo episodio di chetoacidosi nei primi 2-4 giorni di vita. Nei casi ad esordio più tardivo, il primo episodio di chetoacidosi si manifesta tra i 6 e i 20 mesi di vita. Gli episodi iniziali sono spesso gravi, e quelli successivi possono essere scatenati da stress metabolico, infezioni o periodi prolungati di digiuno. I sintomi comprendono la tachipnea, il vomito, la letargia, l'ipotonia e, nei casi più gravi, il coma. La frequenza e l'intensità degli episodi è variabile, e gli episodi più gravi sono potenzialmente letali. In genere i pazienti sono sani e presentano uno sviluppo normale negli intervalli tra gli episodi, ma i neonati, prima della diagnosi, possono presentare ritardo della crescita e difficoltà di alimentazione. In due pazienti, è stata osservata cardiomegalia, che può esitare nell'insufficienza cardiaca congestizia.

Eziologia

La malattia è causata da mutazioni nel gene OXCT1 (5p13), che codifica la succinil-CoA:3-ossoacido CoA transferasi, un enzima mitocondriale essenziale per il metabolismo dei corpi chetonici in tutto il tessuto extraepatico. Sono state identificate oltre 30 mutazioni di OXCT1, che causano l'accumulo di corpi chetonici e la chetoacidosi nei periodi di stress catabolico. Sono state identificate anche mutazioni parziali con perdita di funzione, che esitano nella chetoacidosi grave, in assenza di chetosi permanente.

Metodi diagnostici

La chetosi permanente o la chetonuria persistente sono segni patognomonici della malattia; tuttavia, alcuni pazienti affetti da una forma più lieve potrebbero non presentare questi segni clinici. Durante le crisi, i pazienti vanno incontro ad acidosi metabolica; le analisi sierologiche e delle urine evidenziano livelli elevati di chetoni, livelli di pH compresi tra 6,8 e 7,12, e livelli di HCO3 compresi tra 3 e 8 mmol/l. Non esiste un profilo caratteristico degli acidi organici o dell'acilcarnitina. La diagnosi di SCOTD viene ipotizzata quando la proporzione degli acidi grassi liberi rispetto ai corpi chetonici totali è inferiore a 0,3 durante un breve digiuno. L'analisi dell'attività enzimatica sui fibroblasti, sui linfociti o sulle piastrine rivela l'assenza, o una marcata riduzione, della succinil-CoA:3-ossoacido CoA transferasi funzionale.

Diagnosi differenziale

La diagnosi differenziale si pone con la chetosi fisiologica (ad es. la chetoacidosi causata da un catabolismo significativo secondario a un'infezione da rotavirus) e con la chetoacidosi da deficit di beta-chetotiolasi o da deficit del trasportatore 1 dei monocarbossilati.

Diagnosi prenatale

La diagnosi prenatale è possibile con l'analisi dell'attività enzimatica sugli amniociti in coltura.

Consulenza genetica

La trasmissione è autosomica recessiva. Si raccomanda la consulenza genetica per le famiglie affette. Se entrambi i genitori sono portatori asintomatici, la probabilità di trasmissione della malattia ai figli è del 25%.

Presa in carico e trattamento

Le crisi chetoacidosiche devono essere trattate immediatamente con la somministrazione di liquidi per endovena, compreso il glucosio, anche quando i pazienti sono normo- o iperglicemici, per interrompere la chetogenesi. Il trattamento dell'acidosi metabolica con il bicarbonato di sodio è controverso. Si raccomanda un uso minimo del bicarbonato di sodio. I pazienti devono evitare periodi prolungati di digiuno e le diete ricche di grassi, che inducono la chetogenesi. Non è necessaria una limitazione dell'assunzione delle proteine, non essendo dimostrato il suo effetto preventivo sulla chetoacidosi. Il monitoraggio dei chetoni nelle urine a domicilio aiuta i genitori a controllare le condizioni del paziente. Se i livelli dei chetoni sono più elevati del solito, il paziente deve assumere immediatamente bevande o cibi ricchi di carboidrati. Se i pazienti vomitano o si sentono deboli, è possibile valutare la somministrazione di glucosio per endovena. Non esistono farmaci raccomandati per la fase cronica. In letteratura, è stato descritto l'uso del sodio bicarbonato e della L-carnitina per os, ma il loro effetto preventivo sugli episodi di chetoacidosi non è stato dimostrato. Le femmine devono essere monitorate attentamente durante la gravidanza e il parto.

Prognosi

Il rischio di morte prematura è più elevato nel periodo neonatale e nella prima infanzia, a causa degli episodi di chetoacidosi. Tuttavia, la frequenza e la gravità della chetoacidosi diminuiscono dopo i 10 anni; di conseguenza, superata quest'età, l'aspettativa di vita è pari a quella della popolazione generale. In presenza di un trattamento e di una dieta adeguati, i pazienti presentano una crescita e uno sviluppo normali.

Ultimo aggiornamento: febbraio 2020 - Revisore(i) esperto(i): Pr Toshiyuki FUKAO - Dr Hideki MATSUMOTO
Un testo su questa malattia è disponibile in English, Français, Español, Deutsch, Português, Nederlands, Polski Polski
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