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Sialidosi, tipo 1

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Definizione della malattia

La sialidosi tipo 1 (ST-1) è una malattia da accumulo lisosomiale molto rara e rappresenta la forma normosomatica della sialidosi. È caratterizzata da anomalie della deambulazione, perdita progressiva della vista, macchia rosso ciliegia bilaterale nella macula, epilessia mioclonica e atassia; di solito insorge nella seconda o terza decade di vita.

ORPHA:812

Livello di Classificazione: Malattia

Sinonimo/i:
  • Lipomucopolisaccaridosi
  • Sialidosi normomorfa
  • Sindrome macchia rosso ciliegia-mioclono

Fonte: ID PubMed 31711734 30941624 27621198

Prevalenza: <1 / 1 000 000

Trasmissione: Autosomica recessiva

Età di esordio: Adolescenti, Infanzia

ICD-10: E77.1

ICD-11: 5C56.21

OMIM: 256550

UMLS: C0023806

GARD: 7639

Riassunto
Epidemiologia

La prevalenza della ST-1 non è nota, ma è meno frequente della sialidosi tipo 2 (ST-2). La prevalenza della sialidosi (tipi 1 e 2) è stimata in circa 1/5.000.000-1/1.500.000 tra i nati vivi.

Descrizione clinica

Di solito la malattia esordisce nell'adolescenza (tra 12 e 25 anni) con anomalie dell'andatura, difficoltà della deambulazione e/o perdita dell'acuità visiva. Quasi tutti i pazienti presentano una macchia rosso ciliegia sulla retina. Altri segni comprendono il mioclono generalizzato, talvolta associato a crisi epilettiche e atassia. La visione dei colori diminuisce progressivamente, in concomitanza con l'insorgenza della cecità notturna; in alcuni casi si osservano opacità corneali e nistagmo. L'intelligenza è normale. A differenza della ST-2, i pazienti non presentano dismorfismi facciali, displasia ossea o ritardo psicomotorio.

Eziologia

La ST-1 è causata da una mutazione nel gene N-acetil-alfa-neuraminidasi -1 (NEU1) (6p21), che codifica l'enzima lisosomiale neuraminidasi, che innesca la degradazione dei sialoglicoconiugati nei lisosomi. Le mutazioni causano una diminuzione dell'attività enzimatica e, di conseguenza, un accumulo di sialoglicosaccaridi nei tessuti. La gravità della malattia dipende dal livello di attività neuraminidasica residua in vivo e varia da paziente a paziente.

Metodi diagnostici

All'esame oftalmologico (fondoscopia) si osserva una macchia rosso ciliegia bilaterale. Negli stadi avanzati, la risonanza magnetica del cervello mostra atrofia cerebrale diffusa, ma di solito il primo esame è normale. La diagnosi può essere ipotizzata in base alla presenza di sialoglicosaccaridi nelle urine, anche se i loro livelli possono essere piuttosto bassi. La diagnosi viene confermata evidenziando un deficit dell'attività neuraminidasica (in presenza di un'attività beta-galattosidasica normale) nei leucociti, oppure, preferibilmente, nei fibroblasti in coltura. La diagnosi viene inoltre confermata dalle analisi molecolari che evidenziano la presenza di mutazioni nel gene NEU1.

Diagnosi differenziale

La principale diagnosi differenziale si pone con la galattosialidosi, caratterizzata da deficit sia di neuraminidasi, sia di beta-galattosidasi.

Diagnosi prenatale

La diagnosi prenatale è possibile attraverso la misurazione dell'attività enzimatica oppure con le analisi molecolari, se è stato in precedenza caratterizzato il difetto molecolare presente nella famiglia.

Consulenza genetica

La ST-1 ha una trasmissione autosomica recessiva ed è possibile la consulenza genetica.

Presa in carico e trattamento

Non è disponibile una cura risolutiva per la ST-1 e la presa in carico deve essere multidisciplinare, finalizzata al trattamento sintomatico personalizzato, essenziale per migliorare la qualità di vita dei pazienti. Nei casi gravi, i pazienti possono necessitare di una sedia a rotelle.

Prognosi

La malattia non sembra avere un impatto significativo sull'aspettativa di vita, ma la sua qualità può essere compromessa dal mioclono e dai conseguenti problemi di mobilità.

Ultimo aggiornamento: novembre 2015 - Revisore(i) esperto(i): Dr Roseline FROISSART - Dr Nathalie GUFFON-FOUILHOUX
Un testo su questa malattia è disponibile in English, Français, Español, Deutsch, Nederlands Polski, Ελληνικά
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