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Sarcoidosi

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Definizione della malattia

La sarcoidosi è una malattia multisistemica autoinfiammatoria rara, le cui cause non sono note. È caratterizzata dalla formazione di granulomi immuni non caseosi in uno o più organi, associata a segni clinici di gravità variabile. In genere i pazienti presentano tosse secca persistente, sintomi oculari o cutanei, ingrossamento dei linfonodi periferici, affaticamento, perdita di peso, febbre o sudorazione notturna e sindrome di Löfgren.

ORPHA:797

Livello di Classificazione: Malattia

Sinonimo/i:
  • Malattia di Besnier-Boeck-Schaumann
  • Malattia di Boeck

Fonte: ID PubMed 34496176

Prevalenza: 1-5 / 10 000

Trasmissione: Multigenica/multifattoriale

Età di esordio: Adolescenti, Età adulta, Infanzia, Anziani

ICD-10: D86.0 , D86.1 , D86.9 , D86.2 , D86.3 , D86.8

ICD-11: 4B20.1 4B20.0 4B20.5 4B20.2 4B20.4 4B20

OMIM: 181000 612387 612388

UMLS: C0036202

MeSH: D012507

GARD: 7607

MedDRA: 10039486

Riassunto
Epidemiologia

L'incidenza della malattia varia a seconda dell'età, del sesso, dell'etnia e dell'origine geografica. I tassi più elevati si riscontrano nel Nord Europa e nei soggetti afroamericani, mentre in Asia i tassi sono inferiori. In Europa l'incidenza è compresa tra 1 e 625/500.000. Si osserva una lieve prevalenza nelle femmine.

Descrizione clinica

Il quadro clinico, la gravità e l'evoluzione della sarcoidosi sono molto variabili. La diagnosi in genere viene posta nella quarta e quinta decade di vita, con un secondo picco di incidenza nelle donne di età superiore ai 50 anni; tuttavia, la malattia può esordire in qualsiasi momento tra l'infanzia e l'età avanzata. La sarcoidosi può essere acuta (quando si risolve entro 2 anni) oppure cronica (quando persiste per 3-5 anni o più). La malattia interessa prevalentemente i polmoni e il sistema linfatico, ma possono essere coinvolti tutti gli organi. Altri segni clinici gravi sono correlati alla localizzazione cardiaca, neurologica, oculare, renale o laringea della malattia. Nella maggior parte dei pazienti, la sarcoidosi si manifesta con tosse secca persistente, sintomi oculari o cutanei, ingrossamento dei linfonodi periferici, affaticamento, perdita di peso, febbre o sudorazione notturna e sindrome di Löfgren (una forma acuta caratterizzata da febbre, artrite bilaterale della caviglia e/o eritema nodoso e linfoadenopatia ilare bilaterale). La malattia può associarsi ad anomalie del metabolismo della vitamina D3 nelle lesioni granulomatose e ad ipercalcemia. Nel 90% circa dei pazienti le radiografie del torace evidenziano linfoadenopatia e/o infiltrati polmonari (senza o con fibrosi), che permettono di classificare la sarcoidosi dallo stadio I a IV. I pazienti afroamericani presentano una forma più grave della malattia, mentre nei Paesi scandinavi circa un terzo dei pazienti è affetto dalla sindrome di Löfgren.

Eziologia

L'eziologia non è nota. L'ipotesi prevalente suggerisce che diversi antigeni non identificati, di origine infettiva o ambientale, scatenino una reazione immunitaria eccessiva negli ospiti geneticamente predisposti.

Metodi diagnostici

La diagnosi si basa sui segni clinici, sulle radiografie, sulla biopsia che mostra granulomi non caseosi, e sull'esclusione di tutte le altre cause della malattia granulomatosa. In alcuni pazienti non è necessaria la biopsia (in presenza della sindrome di Löfgren o delle tipiche adenopatie mediastino-ilari bilaterali asintomatiche). Si raccomanda di eseguire le biopsie su zone facilmente accessibili (cute, linfoadenopatie periferiche, noduli congiuntivali). Tuttavia, la broncoscopia e le biopsie bronchiali e transbronchiali garantiscono l'accuratezza della diagnosi. L'agoaspirato transbronchiale ecoguidato endobronchiale (EBUS-TBNA) è particolarmente indicato nelle linfoadenopatie mediastino-ilari.

Diagnosi differenziale

La diagnosi differenziale si pone con le infezioni, la malattia cronica da berillio, l'immunodeficienza comune variabile, la polmonite da ipersensibilità, la poliangioite granulomatosa, la malattia di Crohn, le reazioni simil-sarcoidee (tumori o linfomi) e con la granulomatosi indotta da farmaci.

Consulenza genetica

La sarcoidosi è causata da una complessa interazione tra più geni; di conseguenza non richiede consulenza genetica.

Presa in carico e trattamento

A seconda dell'evoluzione e della gravità della sarcoidosi, i pazienti possono non necessitare di una terapia sistemica. La terapia viene presa in considerazione se c'è il rischio di gravi complicanze (ad es. insufficienza funzionale degli organi) oppure per ridurre i sintomi persistenti di disagio che influiscono sulla qualità della vita e che può essere causato dalla fibrosi, da una sindrome para-sarcoidosi, dalle comorbilità o dalla malattia attiva. Il trattamento prevede per lo più l'uso dei corticosteroidi sistemici e in genere viene mantenuto per 12 mesi; tuttavia, la durata e la dose minima efficace devono essere adattate a ciascun paziente. I pazienti con recidive ripetute possono necessitare di una terapia a lungo termine con corticosteroidi a basso dosaggio. Nei pazienti che non rispondono ai corticosteroidi o presentano una scarsa tolleranza possono essere trattati con farmaci immunosoppressori (metotressato, azatioprina o leflunomide) e con le aminochinoline, che sono utili anche nel caso si voglia evitare l'uso dei corticosteroidi. Alcuni casi attentamente selezionati, refrattari alla terapia standard, possono trarre beneficio dal trattamento con agenti anti-TNF-alfa (infliximab o adalimumab). Altri pazienti traggono beneficio dai corticosteroidi topici.

Prognosi

In almeno la metà dei pazienti, la sarcoidosi si risolve spontaneamente entro due anni. La remissione è meno probabile quando la malattia persiste per cinque anni dal momento dell'esordio. La mortalità è stimata in 6-8% e di solito è causata dall'insufficienza di organi (in genere il polmone o il cuore). La gravità della fibrosi polmonare e dell'ipertensione polmonare predice la mortalità.

Ultimo aggiornamento: aprile 2020 - Revisore(i) esperto(i): Pr Alain CALENDER - Dr Florence JENY - Pr Hilario NUNES
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