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Osteogenesi imperfetta

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Definizione della malattia

L'osteogenesi imperfetta (OI) è una displasia scheletrica primitiva rara, di origine genetica, caratterizzata da un aumento della fragilità ossea, dalla riduzione della massa ossea e dalla predisposizione alle fratture. La gravità clinica è eterogenea.

ORPHA:666

Livello di Classificazione: Malattia

Sinonimo/i:
  • Malattia delle ossa di vetro
  • Malattia delle ossa fragili
  • Malattia di Lobstein
  • OI

Fonte: ID PubMed 20301472 27914223 28820180

Prevalenza: 1-5 / 10 000

Trasmissione: Autosomica dominante, Autosomica recessiva, Recessiva legata all'X

Età di esordio: Qualsiasi età

ICD-10: Q78.0

ICD-11: LD24.K0

OMIM: 619795 301014 610682 610915 610967 610968 613848 613849 613982 614856 615066 615220 616229 616507 619131 166200 166210 166220 166230 259420 259440

UMLS: C0029434

MeSH: D010013

GARD: 1017

MedDRA: 10031243

Riassunto
Epidemiologia

La prevalenza è stimata in 1/10.000-20.000.

Descrizione clinica

L'età alla diagnosi dipende dalla gravità della malattia. Sono stati individuati cinque tipi clinicamente distinti della malattia. Il segno clinicamente più rilevante di tutti i tipi di OI è la fragilità ossea, che si manifesta con fratture multiple spontanee. Il tipo I è lieve e non deformante, con statura normale o bassa, e sclere blu, in assenza di dentinogenesi imperfetta (DI). I pazienti affetti dal tipo II presentano fratture multiple congenite delle costole e delle ossa lunghe, deformità marcate, allargamento delle ossa lunghe, riduzione della densità alle radiografie del cranio e sclere scure. Questi pazienti muoiono alla nascita o poco dopo. Il tipo III è grave e i segni clinici principali comprendono la bassa statura, il viso triangolare, la scoliosi grave, le sclere grigiastre e la DI. I tipi IV e V sono forme moderate o gravi. I pazienti con il tipo IV presentano bassa statura moderata, scoliosi di gravità variabile, sclere grigiastre o bianche, e alcuni presentano anche DI. Il tipo V è caratterizzato da bassa statura lieve-moderata, displasia metafisaria congenita, dislocazione della testa del radio, membrane interossee mineralizzate nell'avambraccio e nella porzione inferiore della gamba, callo iperplastico (in particolare quando la crescita è più rapida, ad es. durante la prima infanzia o la pubertà) e sclere bianche, in assenza di DI. La scoliosi è di gravità variabile.

Eziologia

Nel 90% circa dei casi, l'OI è causata dalle mutazioni monoalleliche dei geni COL1A1 e COL1A2 (17q21.33 e 7q21.3), che codificano le catene alfa1 e alfa2 del collagene tipo 1. Queste mutazioni sono responsabili dei tipi I-IV. Nel tipo V, la mutazione si trova nella regione del promotore del gene IFITM5 (11p15.5). Sono stati individuati oltre 15 geni-malattia e si stanno definendo alcuni geno-fenotipi: i bambini con mutazioni di BMP1 presentano un'elevata massa ossea. I bambini con mutazioni omozigoti di WNT1 presentano ptosi e ritardo dello sviluppo neurologico; i difetti da craniosinostosi si associano alle mutazioni di P4HB e SEC24D.

Metodi diagnostici

La diagnosi si basa sui sintomi scheletrici ed extrascheletrici. Le radiografie evidenziano osteoporosi e ossa wormiane. La densitometria ossea conferma la riduzione della massa ossea.

Diagnosi differenziale

La diagnosi differenziale si pone con la condrodisplasia prenatale, l'osteoporosi idiopatica giovanile, la sindrome osteoporosi-pseudoglioma, le sindromi di Cole-Carpenter e Bruck, l'iper- o ipofosfatasia, la forma panostotica della displasia fibrosa poliostotica, le lesioni non accidentali (fratture multiple senza osteoporosi), l'osteoporosi secondaria ai farmaci, i deficit nutrizionali, le malattie metaboliche e la leucemia.

Diagnosi prenatale

La diagnosi prenatale viene ipotizzata in base all'ecografia ed è confermata dalle analisi molecolari sugli amniociti o sulle cellule dei villi coriali, se la mutazione patogenetica familiare è nota.

Consulenza genetica

La trasmissione è autosomica dominante per le mutazioni dei geni del collagene tipo I e per IFITM5. Esistono anche forme a trasmissione autosomica recessiva, causate dalle mutazioni di almeno altri 15 geni, che in genere sono gravi; tuttavia, la gravità è variabile, in particolare nel tipo VI causato dalle mutazioni di SERPINF1 e nell'OI causata dalle mutazioni di BMP1 e PPIB. Le mutazioni di MBTPS2 hanno una trasmissione legata all'X. Si raccomanda la consulenza genetica per le famiglie affette.

Presa in carico e trattamento

Si raccomanda la presa in carico da parte di un team multidisciplinare, che comprenda medici, ortopedici, fisioterapisti ed esperti di riabilitazione. I bifosfonati, con potenti proprietà antiriassorbitive, sono oggi considerati lo standard di cura per le forme gravi, ma non sono risolutivi. La prevenzione del deficit di vitamina D e di calcio è fondamentale per tutta la vita. La chirurgica è essenziale per la correzione delle deformità scheletriche e della colonna, e per prevenire le fratture delle ossa lunghe (inserimento di barre intramidollari nelle ossa lunghe; barre spinali quando la crescita è completa o quasi completa). La fisioterapia precoce favorisce l'autonomia e contribuisce alla valutazione degli eventuali deficit motori, riducendo la probabilità di cadute e incoraggiando i pazienti a praticare attività sportiva. La terapia occupazionale e la partecipazione ad attività di motricità fine sono molto importanti per il rendimento scolastico. Molte famiglie necessitano di un supporto psicologico e sociale.

Prognosi

La prognosi funzionale dipende dalla gravità della malattia e dalla qualità della presa in carico. La prognosi in termini di sopravvivenza dipende dalla gravità delle eventuali complicanze respiratorie associate alle deformità della colonna.

Ultimo aggiornamento: maggio 2021 - Revisore(i) esperto(i): Pr Nick BISHOP
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