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Intolleranza ereditaria al fruttosio

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Definizione della malattia

L'intolleranza ereditaria al fruttosio (HFI) è una malattia autosomica recessiva del metabolismo del fruttosio, causata dal deficit dell'attività epatica del fruttosio-1-fosfato aldolasi, che comporta una malattia gastrointestinale e ipoglicemia postprandiale secondarie all'ingestione di fruttosio. La HFI è una malattia benigna se trattata, ma può essere letale in assenza di trattamento.

ORPHA:469

Livello di Classificazione: Malattia

Sinonimo/i:
  • Deficit ereditario di fruttosio-1-fosfato aldolasi
  • Fruttosemia ereditaria

Fonte: ID PubMed 36052111 26677512 31713637

Prevalenza: 1-9 / 100 000

Trasmissione: Autosomica recessiva

Età di esordio: Qualsiasi età

ICD-10: E74.1

ICD-11: 5C51.50

OMIM: 229600

UMLS: C0016751

MeSH: D005633

GARD: 6622

MedDRA: 10019878

Riassunto
Epidemiologia

La prevalenza in Europa è stimata in 1/20.000 con una frequenza dei portatori di circa 1/70. La prevalenza nella popolazione adulta non è nota.

Descrizione clinica

Di solito la HFI si manifesta al momento dello svezzamento (quando il fruttosio viene aggiunto alla dieta) con ipoglicemia, acidosi lattica, chetosi, vomito ricorrente, dolore addominale e sintomi sistemici, dopo assunzione di cibi contenenti fruttosio. L'ingestione protratta di fruttosio e di zuccheri correlati (come il saccarosio e il sorbitolo) può causare ritardo della crescita, epatomegalia, disfunzione tubulare prossimale, insufficienza epatica e renale, crisi epilettiche, coma e decesso. Tutti i pazienti raggiungono l'età adulta, sviluppano un'avversione naturale per la frutta e i cibi dolci e presentano una lunga storia di vomito e ipoglicemia dopo ingestione di fruttosio. Una percentuale significativa di pazienti non sviluppa carie dentali (un segno che può orientare verso la diagnosi di HFI). Occasionalmente la diagnosi può essere posta in un adulto che, a causa dell'avversione per il fruttosio, sin dall'infanzia ha escluso dalla dieta tutti i cibi contenenti fruttosio.

Eziologia

La HFI è causata dalle mutazioni nel gene ALDOB (9q22.3), che codifica l'enzima aldolasi B. I pazienti non riescono a metabolizzare completamente il fruttosio nel fegato, nell'intestinale e nei reni, a causa del deficit di fruttosio-1-fosfato aldolasi B, che comporta un accumulo del substrato fruttosio-1-fosfato e la conseguente deplezione dell'adenosina trifosfato.

Metodi diagnostici

La diagnosi tempestiva è fondamentale, in quanto i pazienti possono avere una vita del tutto asintomatica eliminando il fruttosio dalla dieta. In presenza di segni clinici, nutrizionali e di una storia familiare suggestiva, la diagnosi viene confermata dall'analisi molecolare sui leucociti del sangue. Molto raramente, quando non si riscontra la mutazione, è possibile eseguire una biopsia epatica per valutare l'attività dell'aldolasi B.

Diagnosi differenziale

La diagnosi differenziale si pone con la stenosi pilorica, il reflusso gastro-esofageo, la galattosemia, la tirosinemia, la malattia da deposito di glicogeno, il deficit di transcarbamilasi, la malattia di Wilson, i tumori del tessuto ematopoietico e linfoide, il malassorbimento del fruttosio.

Diagnosi prenatale

La diagnosi prenatale è tecnicamente possibile nelle famiglie che presentano mutazioni note, ma non è indicata, in considerazione della natura benigna della malattia.

Consulenza genetica

La trasmissione è autosomica recessiva.

Presa in carico e trattamento

In caso di sospetto di HFI, si raccomanda di escludere il fruttosio dalla dieta, evitando tutti i tipi di cibo che contengano fruttosio, saccarosio e/o sorbitolo, sia naturalmente sia aggiunto durante la lavorazione, ivi compresi alcuni farmaci e tipi di latte artificiale per i neonati. I benefici clinici e chimici dell'esclusione di solito diventano apprezzabili nel giro di pochi giorni. È possibile prescrivere preparati multivitaminici per compensare le vitamine, in particolare la vitamina C, e i folati. In caso di intossicazione acuta, possono essere necessarie misure di rianimazione e di supporto.

Prognosi

La prognosi è favorevole, con una crescita, intelligenza e aspettativa di vita normali.

Ultimo aggiornamento: settembre 2015 - Revisore(i) esperto(i): Pr Philippe LABRUNE
Un testo su questa malattia è disponibile in English, Français, Español, Deutsch, Português, Nederlands, Polski
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