Il portale delle malattie rare e dei farmaci orfani
COVID-19 e Malattie Rare
Risorse sulle malattie rare per i rifugiati/sfollati
Cerca una malattia rara
Ipofosfatasia
Si tratta di una malattia metabolica genetica rara, caratterizzata dalla riduzione dell'attività della fosfatasi alcalina (ALP) sierica non frazionata e da altri sintomi, che vanno dalla compromissione congenita grave, potenzialmente letale, della mineralizzazione, al dolore muscoloscheletrico nell'età adulta.
ORPHA:436
La prevalenza e l'incidenza dell'ipofosfatasia (HPP) non sono note. Nell'Europa settentrionale e occidentale la prevalenza alla nascita delle forme gravi della malattia (forma perinatale letale e neonatale) è stimata in 1/300.000. In ragione della possibile trasmissione autosomica dominante, si ritiene che le forme moderate della malattia siano più frequenti, con una prevalenza stimata in 1/6.300.
Sono state descritte sei forme cliniche di HPP, che rappresentano un continuum in termini di gravità. La HPP perinatale letale è caratterizzata da una significativa ipomineralizzazione che esita nell'ipercalcemia e nell'insufficienza respiratoria. La HPP prenatale benigna è caratterizzata da segni clinici prenatali a livello dello scheletro, che si risolvono lentamente, e non sono letali. La HPP neonatale è caratterizzata dal rachitismo, che si manifesta tra la nascita e i sei mesi di vita. La HPP infantile comprende la ridotta densità minerale delle ossa, associata a fratture apparentemente inspiegabili e il rachitismo. La HPP dell'adulto si manifesta con perdita precoce della dentizione permanente e fratture da stress degli arti inferiori durante la mezza età. Gli adulti affetti dalla forma più lieve della malattia presentano segni clinici aspecifici come il dolore muscoloscheletrico o l'osteoporosi. Infine, l'odonto-HPP è caratterizzata da esfoliazione prematura dei denti decidui e/o da gravi carie dentali.
L'ipofosfatasia è causata da oltre 400 mutazioni nel gene ALPL (1p36.12), che codifica la fosfatasi alcalina, un isoenzima non tessuto-specifico (TNSALP) coinvolto nella mineralizzazione dello scheletro.
La diagnosi si basa sugli esami di laboratorio e sui test molecolari del gene ALPL, che consentono di individuare la mutazione patogenetica. L'attività della fosfatasi alcalina (AP) nel siero è significativamente ridotta, mentre sono aumentati i valori del 5'piridossal fosfato (PLP) nel sangue e della fosfoetanolamina (PEA) nelle urine, ma quest'ultima variazione non è patognomonica. L'ecografia può essere utile per la diagnosi della forma prenatale e perinatale. L'esame obiettivo e le radiografie supportano la diagnosi della forma neonatale, infantile e dell'adulto.
In epoca prenatale, la diagnosi differenziale si pone con l'osteogenesi imperfetta, la displasia campomelica, il rachitismo ipofosfatemico e l'acondrogenesi. Per le altre forme di HPP, la diagnosi differenziale si pone principalmente con l'osteogenesi imperfetta.
La diagnosi prenatale è possibile mediante analisi delle mutazioni sui villi coriali.
In genere, la HPP perinatale e neonatale grave hanno una trasmissione autosomica recessiva. La HPP prenatale benigna, neonatale moderata, infantile, dell'adulto e l'odonto-ipofosfatasia hanno una trasmissione autosomica recessiva o autosomica dominante, a seconda dell'effetto specifico della mutazione genica sull'attività di TNSALP. Meno grave è la malattia, più probabile è la trasmissione dominante. Le diverse modalità di trasmissione spiegano in parte l'eterogeneità clinica della malattia. In entrambi i modelli di trasmissione (autosomico recessivo e dominante), le mutazioni de novo sono molto rare. I pazienti affetti dalla forma a trasmissione autosomica dominante possono avere un genitore affetto, ma la penetranza sembra bassa. L'espressività della HPP è molto variabile. La consulenza genetica è resa difficile da tutti questi fattori, ma dovrebbe comunque essere offerta alle famiglie affette.
Il trattamento sintomatico per la forma infantile e dell'adulto consiste nella somministrazione di farmaci antinfiammatori non steroidei (nei bambini) e di teriparatide (negli adulti), insieme ai trattamenti ortopedici. Il monitoraggio e la cura dei denti sono fondamentali. La terapia enzimatica sostitutiva svolge un ruolo crescente, in particolare nelle forme pediatriche gravi.
La forma perinatale è quasi sempre letale nell'arco di qualche giorno o settimana. Nella forma neonatale, le complicanze respiratorie si associano a tassi elevati di mortalità. Si ritiene che l'aspettativa di vita non sia compromessa nella forma infantile e adulta, né nell'odonto-ipofosfatasia.
Ultimo aggiornamento: febbraio 2020 - Revisore(i) esperto(i): Dr Severine BACROT - Dr Etienne MORNET
: Prodotto/approvato da una ERN
: Prodotto/approvato da una FSMR
Grande pubblico
Linee guida
Articoli di revisione sulla malattia
Test genetici
Ulteriori informazioni su questa malattia
Risorse centrate sul paziente per questa malattia
Attività di ricerca su questa malattia
Screening neonatale