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Cistite interstiziale
La cistite interstiziale (IC) è una malattia rara cronica e spesso progressiva, non infettiva della vescica. È caratterizzata da dolore, aumento della frequenza della minzione (pollachiuria), nicturia e urgenza minzionale di grado variabile. La IC si sovrappone ampiamente alla sindrome della vescica dolorosa (BPS) e alla vescica iperattiva (OAB).
ORPHA:37202
La prevalenza della IC/BPS è di circa 1/200-2.000 nelle femmine e di 1/2.450-12.500 nei maschi. La prevalenza della sola IC è di 1/2.000. Tuttavia, il numero dei casi non segnalati potrebbe essere molto superiore. Le femmine sono maggiormente colpite, con un rapporto femmine-maschi di 9:1.
La IC è caratterizzata da una sensazione sgradevole continua o intermittente (dolore, pressione, spasmi vescicali) nella regione pelvica (o vulvare, sovrapubica, pubica, vaginale, perineale, scrotale o uretrale) della durata di oltre 6 mesi, spesso con peggioramento nella fase di riempimento della vescica. Una capacità vescicale limitata è comune, ma non è necessariamente indicativa della malattia. I pazienti presentano spesso un aumento della frequenza della minzione, nicturia e urgenza minzionale. Esistono due forme della malattia: la IC tipo Hunner e la IC tipo non-Hunner.
L'eziologia della malattia non è nota, ma potrebbe essere correlata a diversi fattori, come le alterazioni uroteliali con aumento della permeabilità delle componenti dell'urina, le pregresse infezioni (compresa un'anamnesi positiva per la cistite batterica), le anomalie ormonali, vascolari o neurologiche, i traumi, le infiammazioni o le malattie autoimmuni. Altri fattori di rischio sono gli interventi chirurgici pelvici, le alterazioni del microbioma, la riduzione della microcircolazione, l'intolleranza all'istamina, la disfunzione del pavimento pelvico, l'endometriosi, fattori genetici e psicologici.
La diagnosi si basa sull'esclusione di altre malattie, sull'anamnesi del paziente, sui questionari, sul protocollo del dolore, sul diario minzionale e sull'esame obiettivo, che comprende la mappatura del dolore e l'analisi delle urine. Altre analisi utili sono l'ecografia, l'uroflussometria, l'uretrocistoscopia, l'elettromiografia a flusso, l'esame urodinamico, il test di provocazione (ad es. il test con KCl), l'idrodistensione della vescica e la biopsia della vescica in anestesia associata al conteggio standardizzato dei mastociti. Può essere utile anche un esame delle feci.
La diagnosi differenziale si pone con numerose malattie del sistema muscolo-scheletrico e del tessuto connettivo, con alcune malattie gastrointestinali, ginecologiche, neurologiche, psicologiche e urologiche.
Il trattamento è per lo più sintomatico e comprende la terapia comportamentale non invasiva, i farmaci per os, la medicina complementare, la terapia intravescicale (instillazione), le procedure transuretrali, gli interventi invasivi/chirurgici e la riabilitazione. Si raccomanda un approccio graduale e una terapia personalizzata. La cistectomia e la derivazione urinaria rappresentano l'estrema ratio, sebbene diano ottimi risultati nel controllo del dolore.
La IC è una malattia debilitante che influenza in maniera significativa la qualità di vita dal punto di vista fisico, psicologico, familiare, sociale, sessuale e lavorativo. Si tratta di una malattia cronica ricorrente o progressiva. Spesso la IC si associa ad una capacità vescicale molto ridotta, ad un'elevata frequenza minzionale e ad un dolore intollerabile.
Ultimo aggiornamento: settembre 2020 - Revisore(i) esperto(i): Pr Thomas BSCHLEIPFER
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