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Trombocitopenia amegacariocitica congenita
Si tratta di una trombocitopenia costituzionale isolata, caratterizzata da una riduzione marcata e isolata del numero delle piastrine e dei megacariociti nei primi anni di vita. Successivamente, durante l'infanzia, la malattia progredisce fino all'insufficienza del midollo osseo associata a pancitopenia.
ORPHA:3319
La prevalenza della trombocitopenia amegacariocitica congenita (CAMT) non è nota. Sono stati descritti meno di cento casi. L'incidenza potrebbe essere sottostimata a causa della difficoltà della diagnosi.
La CAMT è una malattia congenita, che si manifesta nel primo giorno di vita, o comunque nel primo mese, con petecchie, porpora ed emorragie gastrointestinali, polmonari o intracraniche secondarie alla trombocitopenia isolata, e all'assenza pressoché completa dei megacariociti nel midollo osseo. Esistono due forme di CAMT: la CAMT tipo I, la forma grave della malattia, è caratterizzata da un numero costantemente basso di piastrine e da una progressione precoce (di solito entro i due anni) verso l'aplasia del midollo osseo associata alla pancitopenia. La CAMT tipo II è la forma più lieve della malattia; esordisce con un aumento transitorio del numero delle piastrine (superiore a 50x109/L) nel primo anno di vita; successivamente può evolvere o meno in una pancitopenia tardiva (tra i tre e i sei anni). Occasionalmente, la malattia può associarsi a cardiopatie (difetti del setto interatriale e interventricolare), anomalie del sistema nervoso centrale (ipoplasia cerebrale e cerebellare) e ritardo dello sviluppo psicomotorio.
La CAMT è causata da mutazioni nel gene MPL (1p34), che codifica per il recettore della trombopoietina (TPO) (c-MPL), che è espresso nelle cellule staminali ematopoietiche pluripotenti e nelle cellule della linea megacariocitaria. Il legame tra TPO e c-MPL stimola la produzione di piastrine e megacariociti. Le diverse mutazioni si associano a fenotipi diversi. Le mutazioni nonsenso, che comportano una perdita completa della funzione del recettore della TPO, causano la CAMT tipo I, mentre le mutazioni missenso, che consentono una funzione residua del recettore, sono responsabili della CAMT tipo II. I pazienti che non presentano difetti nel gene MPL rientrano nella CAMT tipo III. È stato descritto un paziente con una delezione 21q22, risultante nell'aploinsufficienza di RUNX1, che presentava la CAMT associata ad altre anomalie (ritardo della crescita, deficit dell'udito, ernie e difficoltà di alimentazione).
La diagnosi si basa sui segni clinici, sulla trombocitopenia evidenziata dagli esami ematici (numero delle piastrine inferiore a 50x109/L), con un volume medio delle piastrine normale e livelli molto elevati di TPO nel siero, con l'assenza o la significativa riduzione dei megacariociti nell'aspirato midollare. I test genetici confermano la diagnosi.
All'esordio, la CAMT associata a trombocitopenia isolata può essere confusa con la porpora trombocitopenica isolata (ITP), mentre è impossibile distinguere la fase pancitopenica tardiva della malattia dall'anemia aplastica. È necessario escludere l'anemia di Fanconi, la sindrome trombocitopenia-aplasia del radio (TAR) e la sindrome di Wiscott-Aldrich (WAS).
La diagnosi prenatale è possibile nelle famiglie con mutazione patogenetica nota.
La trasmissione è autosomica recessiva. Si raccomanda la consulenza genetica alle coppie portatrici della mutazione patogenetica per informarle della probabilità del 25% di trasmettere la malattia ai figli.
Il trattamento è sintomatico e consiste per lo più in ripetute trasfusioni di piastrine. Ad oggi, il trapianto di cellule staminali ematopoietiche (HSCT) rappresenta l'unica cura risolutiva.
La prognosi è sfavorevole e, con l'ausilio del solo trattamento sintomatico, la malattia progredisce nell'insufficienza midollare completa (aplasia delle tre linee midollari) nel primo anno di vita. Il 30% dei pazienti muore a causa delle complicanze emorragiche prima del trapianto (HSCT) e il 20% a seguito delle complicanze del trapianto.
Ultimo aggiornamento: luglio 2019 - Revisore(i) esperto(i): Pr Joan Lluís VIVES-CORRONS
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