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Glicogenosi da deficit di fosforilasi chinasi epatica
La glicogenosi (GSD) da deficit di fosforilasi chinasi epatica (PhK) è un difetto congenito benigno del metabolismo del glicogeno, caratterizzato da epatomegalia, ritardo della crescita e lieve ritardo dello sviluppo motorio durante l'infanzia.
ORPHA:264580
Livello di Classificazione: Malattia
- GSD da deficit di fosforilasi-chinasi epatica
- GSD, tipo 9A
- GSD, tipo 9C
- GSD, tipo IXa
- GSD, tipo IXc
- Glicogenosi, tipo 9A
- Glicogenosi, tipo 9C
- Glicogenosi, tipo IXa
- Glicogenosi, tipo IXc
- Malattia da deposito di glicogeno da deficit di fosforilasi chinasi epatica
- Malattia da deposito di glicogeno, tipo 9C
- Malattia da deposito di glicogeno, tipo IXa
- Malattia da deposito di glicogeno, tipo IXc
- Malattia da deposito di glicogeno, tipo 9A
- XLG
Prevalenza: Sconosciuto
Trasmissione: Autosomica recessiva, Recessiva legata all'X
Età di esordio: Infanzia
È la forma più comune di glicogenosi da deficit di PhK (si veda questo termine), con un'incidenza stimata in meno di 1/100.000 nati.
Nella prima infanzia, i pazienti di solito presentano epatomegalia, ritardo della crescita e lieve ritardo dello sviluppo motorio. L'ipoglicemia indotta dal digiuno e l'iperlipidemia, se presenti, sono variabili e in genere lievi. Gli adulti sono di solito asintomatici. Nei rari casi a trasmissione legata all'X sono stati osservati un viso tondo e paffuto e osteopenia. È stato descritto un aumento del rischio di cirrosi da fibrosi cistica nei casi a trasmissione autosomica recessiva.
La fosforilasi chinasi (PhK) è un enzima che svolge un ruolo chiave nella regolazione della glicogenolisi, in quanto è necessario all'attivazione della glicogeno fosforilasi. Si compone di quattro copie di ciascuna delle quattro subunità (alfa, beta, gamma e calmodulina), codificate dai geni che mappano su cromosomi diversi e che sono espressi in modo diverso nei tessuti. La forma più frequente di GSD da deficit di PhK epatica è una forma recessiva legata all'X (XLG) dovuta alle mutazioni del gene PHKA2 (Xp22.2-p22.1), che codifica per l'isoforma epatica della subunità alfa. Se il deficit enzimatico è presente sia negli eritrociti che nelle cellule epatiche, la malattia è classificata come XLG1, mentre se è presente solo nelle cellule epatiche, è classificata come XLG2, sebbene alcuni studi abbiano dimostrato che, in entrambi i casi, le mutazioni si localizzino nella stessa subunità. La forma autosomica recessiva è dovuta alle mutazioni del gene PHKG2 (16p12.1-p11.2), che codifica per l'isoforma epatica della subunità gamma. Il deficit di PhK dovuto a queste mutazioni causa un deposito di glicogeno nel fegato.
La diagnosi biochimica si pone mediante il dosaggio dell'attività della fosforilasi chinasi negli eritrociti o la biopsia epatica. Alcuni pazienti possono presentare un'attività normale negli eritrociti (variante XLG2). I livelli sierici di transaminasi possono essere elevati. I test genetici sono utili per confermare o porre la diagnosi.
La diagnosi differenziale si pone con le altre malattie da deposito di glicogeno, come il deficit di fosforilasi epatica (GSD, tipo VI), il deficit dell'enzima deramificante il glicogeno (GSD, tipo III) e la GSD da deficit di glucosio-6-fosfatasi (GSD, tipo I) (si vedano questi termini).
La maggior parte dei pazienti non richiede un trattamento specifico. L'ipoglicemia può essere controllata con una dieta adeguata (pasti frequenti ricchi in carboidrati e integrazioni con amido di mais crudo).
Il decorso clinico è benigno per i pazienti che raggiungono uno sviluppo staturo-ponderale soddisfacente nell'età adulta. L'attesa di vita è normale.
Ultimo aggiornamento: maggio 2011 - Revisore(i) esperto(i): Dr Roseline FROISSART - Pr Philippe LABRUNE
: Prodotto/approvato da una ERN
: Prodotto/approvato da una FSMR
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