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Il diabete insipido nefrogenico (DIN) è una malattia genetica rara dei tubuli renali, caratterizzata da poliuria con polidipsia, episodi febbrili ricorrenti, costipazione e disidratazione ipernatremica acuta dopo la nascita, che può causare sequele neurologiche.
ORPHA:223
Livello di Classificazione: Malattia
Prevalenza: 1-9 / 1 000 000
Trasmissione: Autosomica dominante, Autosomica recessiva, Recessiva legata all'X
Età di esordio: Infanzia, Neonatal
Sono state descritte oltre 350 famiglie portatrici di mutazioni genetiche, il 90% delle quali interessa il gene AVPR2.
Di solito la malattia esordisce nel primo anno di vita. I segni clinici caratteristici comprendono il ritardo della crescita associato a difficoltà di alimentazione, vomito, costipazione, febbre e irritabilità. L'ipernatremia insorge quando non viene gestita la perdita di acqua con le urine. Il DIN acquisito, più comune nell'età adulta, esordisce con poliuria/polidipsia. Gli adulti affetti in genere assumono ed espellono 10-12 litri di liquidi al giorno. Nei bambini, la poliuria può superare i 10 litri.
La malattia è causata dalla mancanza di risposta da parte dei tubuli renali all'ormone antidiuretico. Nella maggior parte dei pazienti, la malattia è causata dalle mutazioni di un gene che mappa su Xq28, che codifica per il recettore V2 dell'ormone antidiuretico. Nei casi di trasmissione autosomica recessiva o dominante, il DIN è causato dalle mutazioni del gene AQP2 (12q13), che codifica per l'acquaporina-2, che è coinvolta nel trasporto dell'acqua nei tubuli renali. Il DIN acquisito è causato principalmente dalle terapie a base di litio utilizzate per il trattamento di alcune malattie psichiatriche come il disturbo bipolare.
Il diabete insipido (DI) viene agevolmente diagnosticato in base alla eccessiva diluizione delle urine nel contesto di una disidratazione ipernatremica. Quando il DI viene ipotizzato in base all'anamnesi, ma la concentrazione di sodio nel plasma e l'osmolarità sono normali, il test di deprivazione idrica può essere utile per confermare la diagnosi. Una volta confermata la diagnosi di DI, il test della desmopressina (DDAVP) permette di differenziare il DI centrale dal DI nefrogenico. Nel DIN congenito, la diagnosi viene confermata dai test genetici.
La diagnosi differenziale si pone con il diabete insipido centrale. Esistono anche forme secondarie ereditarie di DIN, associate ad alcune malattie ereditarie, come la sindrome di Bartter, la cistinosi e l'acidosi renale tubulare distale (dRTA). Questi pazienti presentano il quadro clinico caratteristico del DIN, ma anche i segni clinici della malattia preesistente, come l'alcalosi ipokaliemica (sindrome di Bartter) o l'acidosi (cistinosi e dRTA).
L'analisi delle mutazioni sugli amniociti o sui villi coriali è possibile nelle famiglie con mutazione patogenetica nota, ma si associa a un basso rischio di danno al feto o di aborto. Dato che il carico osmotico del latte materno o del latte artificiale è basso, nella maggior parte dei pazienti il DIN si manifesta nel periodo dello svezzamento. Il test genetico su un campione di sangue prelevato dal cordone ombelicale alla nascita in genere è sufficiente per una diagnosi precoce e, di conseguenza, per prevenire gli episodi di disidratazione.
Nella maggior parte dei pazienti la trasmissione è recessiva legata all'X, ma può essere anche autosomica recessiva o dominante. Si raccomanda la consulenza genetica per le famiglie affette.
La concentrazione urinaria anomala non risponde al trattamento con l'ormone antidiuretico. Il trattamento profilattico prevede la prevenzione degli episodi di disidratazione ipernatremica riducendo al minimo le perdite urinarie. I pazienti devono attenersi a una dieta a basso contenuto di sale, con un apporto limitato di potassio e di proteine. I diuretici tiazidici (ad es. l'idroclorotiazide) e gli inibitori della sintesi delle prostaglandine (ad es. indometacina, ibuprofene o celecoxib) possono contribuire a ridurre la produzione di urina. Si raccomanda un'accurata consulenza dietetica per garantire un adeguato apporto calorico e proteico, e la normale crescita dei bambini.
In passato sono stati descritti deficit cognitivi associati a calcificazioni intracraniche, che attualmente non sono più presenti nei pazienti trattati adeguatamente. Uno studio ha descritto un incremento del deficit di attenzione/iperattività nei pazienti con DIN, ma non è chiaro se si tratti di un segno clinico caratteristico della malattia o se dipenda dal costante desiderio di acqua e dalla frequente necessità di urinare. È presente una dilatazione delle vie urinarie, in particolare nei pazienti con anomalie della minzione, che può esitare in una grave compromissione della funzione vescicale e/o renale.
Ultimo aggiornamento: aprile 2020 - Revisore(i) esperto(i): Pr Detlef BÖCKENHAUER | ERKNet*
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