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Ipertensione arteriosa polmonare
L'ipertensione arteriosa polmonare (PAH) comprende un gruppo di malattie caratterizzate da un'elevata resistenza delle arterie polmonari che esita nell'insufficienza della parte destra del cuore. La malattia è progressiva e potenzialmente letale. La PAH può essere idiopatica e/o familiare, oppure indotta da farmaci o da tossine (PAH indotta dai farmaci o dalle tossine; si vedano questi termini), ma può anche associarsi ad altre malattie, come le cardiopatie congenite, le malattie del tessuto connettivo, l'HIV, la schistosomiasi e l'ipertensione portale (PAH associata ad altra malattia; si veda questo termine).
ORPHA:182090
La prevalenza della PAH in tutte le sue forme è stimata in circa 5/1.000.000.
La maggior parte delle forme di PAH colpisce gli adulti e solo raramente i bambini. Le femmine hanno una probabilità due volte superiore di sviluppare la malattia. I sintomi d'esordio comprendono la dispnea, la sincope, il dolore toracico, le palpitazioni e l'edema dei piedi. I segni precordiali comprendono un secondo tono cardiaco netto e palpabile, il click da eiezione polmonare e mormorii da rigurgito polmonare e tricuspidale. Il 70% dei pazienti presenta una grave insufficienza cardiaca. Raramente sono presenti la distensione addominale, l'ippocratismo e il fenomeno di Raynaud (soprattutto nelle femmine). I pazienti possono presentare emottisi.
La PAH è causata dal rimodellamento vascolare delle arterie polmonari, che esita in un'obliterazione diffusa delle arterie più piccole, la cui occlusione aumenta la resistenza al flusso ematico polmonare, con un conseguente aumento compensatorio della pressione nel ventricolo destro. Nei pazienti con PAH ereditaria sono state individuate mutazioni nei geni BMPR2 (2q33), ACVRL1 (12q13), endoglina (9q34), CAV1 (7q31), KCNK3 (2p23), Smad9 (13q12) e TBX4 (17q21). Alcune mutazioni nei geni di predisposizione alla PAH sono state individuate nei pazienti con la forma idiopatica e/o familiare, e nella PAH associata all'assunzione di farmaci o da tossine. I pazienti portatori di una mutazione in un gene di predisposizione alla PAH e quelli affetti dalla forma familiare della malattia (con o senza individuazione delle mutazioni) rientrano nella definizione di PAH ereditaria (si veda questo termine).
Le radiografie del torace evidenziano la dilatazione delle arterie polmonari e l'iperfusione polmonare, mentre l'ECG mostra la tensione e l'ipertrofia del ventricolo destro. L'ecocardiografia permette di stimare la pressione sistolica nell'arteria polmonare e di individuare la cardiopatia. Per porre la diagnosi, è necessario il cateterismo della porzione destra del cuore; la diagnosi di PAH viene confermata quando la pressione mediana a riposo nell'arteria polmonare è superiore a 25mmHg, con una normale onda di pressione dei capillari polmonari.
Le forme più rare di ipertensione polmonare comprendono la malattia veno-occlusiva polmonare e l'emangiomatosi capillare polmonare (PVOD/PCH; si vedano questi termini). La diagnosi differenziale si pone con l'asma, la pneumopatia ostruttiva cronica, la sindrome del cuore sinistro ipoplastico, l'ipertensione polmonare tromboembolica cronica e il canale atrioventricolare completo con ostruzione della porzione sinistra del cuore (si vedano questi termini).
Nelle pazienti con PAH, la gravidanza si associa ad un tasso elevato di mortalità (30-50%). I test genetici prenatali sono possibili per i pazienti con PAH ereditaria (si veda questo termine).
Si raccomandano la consulenza e i test genetici per i pazienti affetti dalla forma idiopatica o ereditaria (a trasmissione autosomica dominante e penetranza incompleta) e per i pazienti con PAH indotta dai farmaci o dalle tossine.
La presa in carico si basa su misure generali come il trattamento aggressivo delle infezioni delle vie respiratorie, la vaccinazione annuale contro l'influenza e la pianificazione familiare, e sulla terapia farmacologica (ossigeno, anticoagulanti, diuretici e digossina). I bloccanti del canale del calcio sono indicati solo nei pazienti con una risposta acuta di vasodilatazione all'ossido d'azoto durante il cateterismo della porzione destra del cuore. Sono stati utilizzati anche gli agonisti del recettore delle endoteline (ambrisentan), i prostanoidi (epoprostenol) e gli inibitori della fosfodiesterasi (sildenafill). Nei pazienti resistenti al trattamento, è possibile considerare il trapianto polmonare.
La prognosi varia a seconda della forma di PAH, ma di solito è sfavorevole. La sopravvivenza mediana è inferiore ai tre anni dal momento della diagnosi. Tuttavia, un intervento terapeutico precoce può portare ad una maggiore sopravvivenza.
Ultimo aggiornamento: gennaio 2015 - Revisore(i) esperto(i): Pr David MONTANI
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