Homepage > Malattie rare > Cerca

Cerca una malattia rara

*
(*) campo obbligatorio

Deficit di arginina vasopressina

Commenta
Your message has been sent Your message has not been sent. Please contact an administrator.
Definizione della malattia

Il diabete insipido centrale (CDI) è una malattia ipotalamica-ipofisaria con poliuria e polidipsia da deficit di vasopressina (AVP). Può essere ereditaria o acquisita (CDI ereditaria e CDI acquisita).

ORPHA:178029

Livello di Classificazione: Malattia

Sinonimo/i:
  • CDI
  • Diabete insipido neurogeno

Fonte: ID PubMed 38693275

Prevalenza: 1-9 / 100 000

Trasmissione: Autosomica dominante, Autosomica recessiva, Dominante legata all'X

Età di esordio: Infanzia

ICD-10: E23.2

ICD-11: 5A61.5

OMIM: 125700 304900

UMLS: C0687720

MeSH: D020790

GARD: 6015

MedDRA: 10068587

Riassunto
Epidemiologia

È una malattia rara, con un prevalenza di 1/25.000.

Descrizione clinica

Il CDI idiopatico esordisce a tutte le età ma, molto spesso, tra i 10 e i 20 anni. Nella forma familiare, l'esordio può essere precoce, persino nel periodo neonatale. I sintomi caratteristici sono la poliuria e la polidipsia, di solito associate a perdita di peso. È comune la nicturia e, nei bambini, è spesso presente enuresi. La poliuria si caratterizza per un volume urinario superiore ai 150 ml/kg/24h alla nascita, 100-110 ml/kg/24h fino all'età di 2 anni, e 40-50 ml/kg/24h nei bambini più grandi e negli adulti. La privazione dell'apporto idrico causa una rapida disidratazione. Nei bambini, altri sintomi sono la letargia, l'irritabilità, il ritardo della crescita, la perdita di peso, la febbre, il vomito e la diarrea. Nel CDI secondario, possono presentarsi altri sintomi secondari.

Eziologia

Il CDI acquisito, in particolare nei bambini e nei giovani adulti, è causato dalla distruzione o degenerazione dei neuroni che hanno origine dai nuclei paraventricolare e sopraottico dell'ipotalamo. Le cause note di queste lesioni sono il germinoma, il craniofaringioma, l'istiocitosi a cellule di Langerhans, la sarcoidosi, le malattie vascolari o autoimmuni infiammatorie locali e il trauma postchirugico o da incidente. Altre possibili cause sono le malformazioni craniche e cerebrali della linea mediana. Nel 20-50% dei casi la malattia è idiopatica. L'autoimmunità potrebbe avere un ruolo nella patogenesi. In meno del 10% dei casi, sono presenti difetti genetici nella sintesi della AVP, ereditati come caratteri autosomici dominanti, autosomici recessivi o recessivi legati all'X.

Metodi diagnostici

La diagnosi si basa sull'evidenza di iperosmolarità plasmatica (> 300 mosm/l) con ipoosmolarità urinaria (< 300 mosm/l o rapporto osmolarità urina/plasma < 1) e poliuria. Sono necessari test di privazione dell'acqua e indagini ematiche per differenziare il CDI dal diabete insipido nefrogeno (NDI). La somministrazione di demopressina può essere utile per differenziare il CDI dal NDI. Una volta stabilita la diagnosi di CDI, sono necessarie altre indagini: ricerca di marcatori tumorali, esame dello scheletro e, soprattuttto, risonanza magnetica del sistema nervoso centrale.

Diagnosi differenziale

La principale diagnosi differenziale si pone con il NDI, in quanto le due malattie condividono gli stessi sintomi. Di recente, è stato utilizzato il dosaggio dell'aquaporina 2 (AQP2) per la diagnosi differenziale del CDI, dato che il mancato aumento dell'escrezione di AQP2, successivo alla somministrazione di desmopressina, indica la forma nefrogenica del diabete insipido. La sindrome di Wolfram costituisce un'altra diagnosi differenziale.

Consulenza genetica

Deve essere offerta la consulenza genetica nei casi molto rari di CDI familiare.

Presa in carico e trattamento

Nel CDI, l'immediata integrazione di acqua e la terapia farmacologica sono il trattamento di prima scelta per correggere i livelli dei liquidi e degli elettroliti. La desmopressina, somministrata per via parenterale, intranasale o per os, è il farmaco antidiuretico più utilizzato. Le quantità giornaliere devono essere di 100-1200 microgrammi, suddivise in 3 dosi per os, di circa 2-40 microgrammi per via intranasale o di 0,1-1 microgrammi per via parenterale, con concentrazioni plasmatiche massime raggiunte in 40-55 minuti. Il follow-up è necessario per monitorare i livelli degli elettroliti e determinare l'efficacia del trattamento scelto. Nella prima infanzia, i liquidi da soli rappresentano una strategia della presa in carico. Il CDI acquisito può essere transitorio, se vengono eliminate le cause del CDI e il peduncolo ipofisario è intatto.

Prognosi

Non esiste una cura per il CDI idiopatico, ma la malattia è gestibile senza compromissione delle aspettative di vita. Nel CDI secondario, il trattamento inadeguato della malattia di base può portare alla morte.

Ultimo aggiornamento: luglio 2012
Un testo su questa malattia è disponibile in English, Français, Español, Deutsch, Português, Nederlands Polski
Informazioni dettagliate

Logo ERN: Prodotto/approvato da una ERN Logo FSMR: Prodotto/approvato da una FSMR

Linee guida
Linee guida di emergenza
Français (2017.pdf) - Orphanet Urgences
Español (2017.pdf) - Orphanet Urgences
Tutte le informazioni presenti nel sito non sostituiscono in alcun modo il giudizio di un medico specialista, l'unico autorizzato ad effettuare una consulenza medica ed esprimere un parere medico.