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Malattia di von Willebrand tipo 1

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Definizione della malattia

Si tratta di una forma della malattia di Von Willebrand (VWD), caratterizzata da una malattia emorragica associata ad un deficit quantitativo plasmatico parziale del fattore di von Willebrand (VWF), peraltro normale dal punto di vista strutturale e funzionale.

ORPHA:166078

Livello di Classificazione: Sottotipo della malattia

Sinonimo/i:
  • Malattia di Willebrand, tipo 1

Prevalenza: 1-5 / 10 000

Trasmissione: Autosomica dominante

Età di esordio: Qualsiasi età

ICD-10: D68.0

ICD-11: 3B12

OMIM: 193400

UMLS: C1264039

MeSH: D056725

Riassunto
Epidemiologia

La malattia di tipo 1 è considerata la forma più comune della VWD, rappresentando il 50-75% dei casi, anche se la sua prevalenza è probabilmente sovrastimata.

Descrizione clinica

L'età d'esordio delle anomalie emorragiche è variabile; i sintomi insorgono più precocemente e sono più gravi nei pazienti con un deficit più grave del VWF. Le anomalie emorragiche consistono di solito in emorragie muco-cutanee (menorragia, epistassi e sanguinamenti protratti a seguito di traumi o interventi chirurgici). Gli ematomi e l'emartrosi sono molto rari.

Eziologia

La VWD è causata dalle mutazioni nel gene VWF (12p13.3). Le anomalie responsabili della VWD tipo 1 determinano di solito una ritenzione intracellulare o una rapida rimozione del VWF dal circolo ematico. Tuttavia, sono state descritte famiglie nelle quali non è stata identificata alcuna mutazione nel gene VWF; ciò suggerisce il coinvolgimento di altri fattori genetici. Ad oggi, l'unico fattore aggiuntivo noto associato alla malattia è il gruppo sanguigno AB0. Nei soggetti con gruppo sanguigno 0, i livelli del VWF sono inferiori del 25-35% rispetto a quelli delle persone con altri gruppi sanguigni.

Metodi diagnostici

Per la diagnosi è necessaria la presenza di sintomi emorragici nel paziente e in almeno un familiare. La diagnosi di laboratorio si basa sul rilevamento di diminuzioni parallele nei livelli funzionali e quantitativi dell'antigene VWF del 40% inferiori rispetto la norma, in assenza di anomalie significative nella distribuzione o nella struttura dei multimeri del VWF. I pazienti possono presentare anche un deficit moderato del fattore VIII (FVIII).

Diagnosi differenziale

Data la variabilità dei livelli del VWF (in particolare tra le persone con il gruppo sanguigno 0) e l'insorgenza di episodi emorragici anomali nella popolazione generale, può essere difficile differenziare i soggetti non affetti da quelli affetti dalla VWD tipo 1. Per porre la diagnosi di VWD è perciò fondamentale valutare i pazienti mediante una scala di valutazione del sanguinamento e con la valutazione dell'anamnesi familiare. E' più difficile differenziare la sindrome di von Willebrand acquisita (AVWS), che si manifesta in associazione con un'altra malattia preesistente, dalla VWD ereditaria, in particolare se la VWD tipo 1 è secondaria ad un aumento della clearance. La misurazione dei livelli del VWF (antigene e funzioni) in genere permette di differenziare la VWD dall'emofilia A.

Consulenza genetica

La trasmissione è autosomica dominante. La consulenza genetica mira ad informare i pazienti sulla gravità della malattia e sui rischi associati (alcuni pazienti possono essere portatori della forma più grave, il tipo 3), favorendo lo screening per l'individuazione di altri eventuali familiari affetti.

Presa in carico e trattamento

I farmaci (come l'acido tranexamico per le anomalie emorragiche otorinolaringoiatriche, e gli estrogeni e il progesterone per la menorragia) sono efficaci e possono essere prescritti in monoterapia o come terapia adiuvante. La desmopressina (che innesca un rilascio temporaneo del VWF endogeno accumulato nelle cellule epiteliali) può essere somministrata ai pazienti che necessitano di un trattamento curativo o preventivo specifico. Di solito i pazienti con malattia di tipo 1 rispondono bene alla desmopressina. La terapia sostitutiva con VWF umano purificato costituisce un trattamento alternativo in presenza di gravi anomalie emorragiche, di controindicazioni alla desmopressina, scarsa risposta alla desmopressina e insorgenza di tachifilassi.

Prognosi

In genere la VWD tipo 1 non è letale e non si associa ad una compromissione funzionale del VWF.

Ultimo aggiornamento: novembre 2020 - Revisore(i) esperto(i): Pr Sophie SUSEN
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