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Deficit di carnitina-acilcarnitina traslocasi
Il deficit di carnitina-acilcarnitina traslocasi (CACT) è un difetto ereditario, potenzialmente letale, dell'ossidazione degli acidi grassi, che di solito esordisce nel periodo neonatale con ipoglicemia ipochetotica grave, iperammoniemia, cardiomiopatia e/o aritmia, disfunzione epatica, debolezza muscolare scheletrica ed encefalopatia.
ORPHA:159
La prevalenza non è nota. Finora sono stati descritti meno di 60 casi a livello mondiale.
La maggior parte dei pazienti con deficit di CACT presenta un fenotipo grave ad esordio nelle prime 48 ore di vita, che si associa ad ipoglicemia ipochetotica, iperammoniemia, cardiomiopatia e aritmie, danno dei muscoli scheletrici, disfunzione epatica e ipotermia. Inoltre, è presente un interessamento neurologico con encefalopatia, epilessia e ritardo dello sviluppo. Alcuni pazienti vanno incontro a morte infantile improvvisa. È stato descritto anche un fenotipo più lieve e raro ad esordio neonatale/nella prima infanzia, che si manifesta con episodi di ipoglicemia ipochetotica e iperammoniemia, spesso precipitati dal digiuno e/o da una malattia concomitante.
Il deficit di CACT è dovuto alle mutazioni del gene SLC25A20 (3p21.31). Il CACT è presente sulla membrana mitocondriale interna dove interviene nello scambio carnitina/acilcarnitina lungo la membrana. È una componente essenziale del ciclo della carnitina, che regola il trasporto degli acidi grassi a catena lunga nei mitocondri, dove vengono ossidati gli acidi grassi. Il fenotipo più lieve è dovuto al persistere di un'attività significativa della proteina mutata.
I pazienti con deficit di CACT presentano aciduria dicarbossilica non specifica. L'analisi delle acilcarnitine nel sangue rivela una frazione acilica molto elevata, con un aumento marcato di C16, C18 e C18:1. I livelli di carnitina libera sono molto bassi. La diagnosi è confermata dal dosaggio enzimatico specifico nei fibroblasti in coltura o nei linfociti e dall'identificazione di due mutazioni patogenetiche del gene SLC25A20. Per il deficit di CACT, è disponibile lo screening neonatale in Austria, Repubblica Ceca, Germania, Ungheria, Islanda, Portogallo e Spagna.
Si devono escludere le forme neonatali e gravi del deficit di carnitina palmitoil transferasi II (CPT II) (si veda questo termine), in quanto il profilo delle acilcarnitine è identico a quello della CACT. Dal punto di vista clinico, queste due malattie non sono praticamente distinguibili, anche se non sono presenti anomalie congenite nel CACT e lo sono solo occasionalmente nel CPT II.
È possibile la diagnosi prenatale con l'analisi molecolare sui villi coriali, nei casi in cui sono state identificate le mutazioni patogenetiche nella famiglia. È anche disponibile il dosaggio enzimatico specifico nelle colture di villi coriali.
Il CACT è una malattia autosomica recessiva ed è disponibile la consulenza genetica.
È necessario evitare in modo rigoroso il digiuno, osservare una dieta povera in grassi a catena lunga, integrata con trigliceridi a catena media (MCT). Tale integrazione deve essere la più contenuta possibile per gli acidi grassi C10 e C12, in quanto una loro ingestione elevata può portare ad uno scompenso. È anche raccomandata l'integrazione di carnitine. Nel corso di un episodio acuto, per inibire la lipolisi, deve essere somministrato glucosio endovena.
Il deficit grave di CACT in genere ha una prognosi sfavorevole e la maggior parte dei pazienti muore prima dei 3 anni, anche se alcuni neonati trattati precocemente in epoca neonatale hanno avuto un esito favorevole nel medio periodo. I pazienti con un fenotipo lieve di solito hanno una buona prognosi, se rispettano il trattamento previsto.
Ultimo aggiornamento: febbraio 2014 - Revisore(i) esperto(i): Dr Simon OLPIN
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